martedì 14 settembre 2010

IX SFIDA DRAGON BOAT

Sabato 11 e domenica 12 settembre, si è svolta la Nona Sfida Nazionale di Dragonboat per dipendenti Universitari.
L’appuntamento per quest’anno era nella città medicea “Firenze”, città d’arte per antonomasia.
L’Università degli Studi di Firenze, per non essere da meno dell’Università Cà Foscari di Venezia (rivale accanita nel Dragonboat, che lo scorso anno aveva offerto a tutti noi l’emozione di gareggiare sul Canal Grande), ha organizzato l’evento nel bacino del fiume Arno antistante il museo degli Uffizi e il Ponte Vecchio in una cornice artistica e storica stupenda.
La squadra dell’Università degli Studi di Brescia, che lo scorso anno a Venezia aveva conquistato un incredibile 3° posto, quest’anno si è presentata all’appuntamento a ranghi ridotti 17 pagaiatori invece di 20 (causa alcune defezioni dell’ultimo momento) e con più della metà dell’equipaggio al femminile 9 donne su 17.
Le batterie eliminatorie, le semifinali e finali, si sono svolte tutte nella mattinata di domenica 12, si contendevano l’accesso alla finale 12 squadre in rappresentanza di 12 atenei ed esattamente:
Venezia testa di serie
Bologna 1 testa di serie
Brescia testa di serie (in quanto le prime tre classificate della precedente edizione)
Padova
Napoli/Palermo
Milano Bicocca
Milano Ladu
Trento
Bologna 2
Teramo
Cosenza
Firenze
Il nostro equipaggio, composto dai due capivoga Luca Zanchi e Silvia Coppi, e a seguire Lorenzo Grumi, Michele Curcio, Sara Comaglio, Paola Venturelli, , Cristina Mazzi, MariaGrazia Ruberto, Diana Omelio, Michele Gaffurini, MariaLuisa Massardi, Claudio Dieni, Giancarlo Coppi, Santuzza Ragnoli, Stefano Lombardi, Antonio Botti, e dalla Tamburina Barbara Poli e dal Timoniere Alessandro Samuelli, e infine dalla mitica capitana Luisa Mazzi, ha centrato con pieno merito la qualificazione diretta alla semifinale, arrivando secondo dietro la fortissima e favorita Firenze nella manche delle eliminatorie con il tempo 1.12,05.
Purtroppo, nulla ha potuto il team bresciano nella semifinale, dove opposto alle squadre di Venezia, di una ringiovanita Trento e della matricola Teramo, si è classificato 3° dietro Venezia e Trento con un tempo di 1,13,00.
Nella finalina dal 5° all’ 8° posto, l’ateneo bresciano incrociava le pagaie con gli equipaggi di Bologna 1, di Teramo e di Bologna 2.
Alla partenza al grido di “ e la Leonessa? RUGGISCE”, il team bresciano ingaggiava un duello avvincente nonché impari (17 pagaiatori contro 20) con la squadra di Bologna 1, un testa a testa durato 250 metri con un’alternarsi al comando dei due equipaggi e che ha visto prevalere l’equipaggio Felsineo di soli 40 centesimi di secondo sulla squadra bresciana 1.09,34 contro 1.09,78 tempo, pressoché uguale a quello ottenuto nella finale dello scorso anno a Venezia a ranghi completi.
Classifica della finale 5°/8°
5^) Bologna 1, 6^) Brescia, 7^) Teramo, 8^) Bolgona 2
Per la cronaca la manifestazione è stata vinta non senza sofferenza dalla squadra di Firenze con il tempo di 1.03,64 seguita da Venezia con 1.04,31, Padova 1.05,00 e Trento con 1.08,64.
A margine della manifestazione e prima dello svolgimento delle due finali, c’è stata la sfida-esibizione tra l’equipaggio delle Donne in Rosa Florence (donne operate di tumore, con un’età da 45 a circa 70 anni) contro la nazionale universitaria donne, di cui ha fatto parte, come capovoga, la nostra bravissima tamburina Barbara Poli.
Gara emozionante, non per i contenuti agonistici, ma per il significato e per il messaggio che essa ha voluto dare. Alla fine della gara, le due imbarcazioni affiancate sotto Ponte Vecchio, hanno voluto ricordare una Donna in Rosa recentemente scomparsa, con un assordante e violento battere sui tamburi (quasi a voler scacciare ed esorcizzare la paura di questa terribile malattia), e lancio di petali di rosa da parte degli spettatori assiepati sul Ponte Vecchio. Emozioni che si sommano ad emozioni, le due imbarcazioni poi affiancate e con le atlete esterne che pagaiavano, mentre quelle interne si tenevano per mano si sono avvicinate all’approdo per ricevere un tributo di applausi.
Da notare i lucciconi delle universitarie quando sono scese dal drago.
E adesso passiamo ai ringraziamenti, prima di tutto alla MITICA LELLA (Luisa Mazzi) senza il suo impegno e passione non saremmo qui, poi Luca Zanchi che con forza e pazienza , ce ne vuole tanta, dispensa consigli e correttivi e alla fine, non perché meno importanti, A TUTTO L’EQUIPAGGIO, ragazzi/e siete stati MITICI.
Scusate la retorica, ma parafrasando Martin Luther King, “ I have a Dream” vorrei poter mettere in atto il progetto di portare il Dragonboat in città, in modo da far conoscere questa disciplina affascinate, ma soprattutto aggregante e socializzante a giovani e meno giovani.
Brescia 13/09/2010
Con simpatia, stima e amicizia
Michele Curcio

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